Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
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52 convegno cardiologia milano
Associazione Silvia Procopio

Rischi di mortalità familiare nei pazienti con insufficienza cardiaca


L'influenza dei fattori familiari sulla prognosi dell’insufficienza cardiaca è sconosciuta.
Uno studio di follow-up nazionale ha determinato i rischi di mortalità familiare di insufficienza cardiaca tra i fratelli svedesi ospedalizzati proprio per scompenso al cuore.

Sono stati collegati diversi Registri svedesi di individui di età compresa tra 0 e 80 anni.
La popolazione dello studio era composta da 373 persone ricoverate in ospedale per la prima volta tra il 2000 e il 2012, con un fratello probando in precedenza ricoverato in ospedale per la prima volta tra il 2000 e il 2007.
Sono state escluse le famiglie con cardiopatia congenita.

Sono stati determinati gli hazard ratio ( HR ) familiari per la mortalità dopo il primo ricovero.
L'influenza della sopravvivenza del probando è stata classificata come sopravvivenza breve ( inferiore a 5 anni ) o sopravvivenza lunga ( maggiore o uguale a 5 anni ) ed è stata determinata in modo continuativo per i primi 5 anni di sopravvivenza del probando.

Gli aggiustamenti sono stati effettuati per età, sesso, periodo di tempo e comuni comorbilità di insufficienza cardiaca.

La sopravvivenza a breve termine è stata associata a un hazard ratio di 2.02 per la mortalità complessiva.
Questo HR era di 2.35 nei pazienti senza precedente malattia coronarica, mentre i pazienti con insufficienza cardiaca ischemica presentavano un hazard ratio pari a 1.84.

Per ogni anno di sopravvivenza del probando, il rischio di morte è diminuito, con un hazard ratio di 0.86.

In conclusione, i risultati hanno indicato che una storia familiare di ridotta sopravvivenza in relazione specifica con insufficienza cardiaca è un importante fattore di rischio per la morte nei pazienti con insufficienza cardiaca.
Sono necessari ulteriori studi per caratterizzare le basi molecolari e le caratteristiche fenotipiche dettagliate di tali pazienti. ( Xagena2018 )

Lindgren MP et al, J Am Heart Assoc 2018;7(24):e010181. doi: 10.1161/JAHA.118.010181.

Cardio2018



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