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Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
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Modesto effetto dell’esercizio fisico sullo stato di salute dei pazienti con insufficienza cardiaca cronica


I dati sull’effetto dell’esercizio fisico sullo stato di salute dei pazienti con insufficienza cardiaca cronica, emersi negli studi precedenti, non sono soddisfacenti.

Per valutare l’effetto dell’esercizio sullo stato di salute nei pazienti con scompenso cardiaco, è stato condotto uno studio multicentrico, controllato e randomizzato su 2.331 pazienti ambulatoriali clinicamente stabili con insufficienza cardiaca e frazione di eiezione sinistra uguale o inferiore a 35%.

Un gruppo di pazienti ( n=1.172 ) è stato sottoposto alle cure standard più un programma di esercizio aerobico di 36 sessioni sotto supervisione, seguito da un programma da svolgere a domicilio.
Il secondo gruppo ( n=1.159 ) ha ricevuto solamente le cure tradizionali.

Per la misura delle principali misure di esito sono state impiegate la scala Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire ( KCCQ ) e alcune scale secondarie.

Nella scala KCCQ i punteggi vanno da 0 a 100, dove i punteggi più alti corrispondono a un miglior stato di salute.

Il periodo osservazionale mediano è stato di 2.5 anni.

A 3 mesi, le cure tradizionali più esercizio fisico hanno portato a un miglioramento più consistente nel punteggio alla scala KCCQ ( valore mediano: 5.21 ) rispetto alle sole cure tradizionali ( 3.28 ).
L’incremento aggiuntivo di 1.93 punti nel gruppo esercizio fisico è risultato statisticamente significativo ( P
Dopo 3 mesi non si sono verificati ulteriori cambiamenti significativi nel punteggio KCCQ nei due gruppi, ed è rimasto un miglioramento generale maggiore per il gruppo esercizio fisico ( P
I risultati sono stati simili per le scale secondarie di KCCQ.

In conclusione, l’esercizio fisico produce un modesto ma significativo miglioramento nello stato di salute riferito dal paziente, rispetto alle sole cure tradizionali.
I miglioramenti si verificano precocemente e si mantengono nel tempo. ( Xagena2009 )

Flynn KE et al, JAMA 2009; 301: 1451-1459


Cardio2009


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