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L’ipomagnesiemia riduce la durata della sopravvivenza nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia


Lo scopo dello studio è stato quello di valutare le alterazioni del magnesio plasmatico nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia.

Allo studio hanno partecipato 404 pazienti ricoverati consecutivamente in ospedale con una diagnosi che comprendeva anche l’insufficienza cardiaca congestizia.
Questi pazienti erano stati precedentemente trattati con Furosemide per almeno 3 mesi.

Il 12,3% ( n=50 ) dei pazienti presentava ipomagnesiemia, mentre nel 4,9% ( n=20 ) dei pazienti si aveva ipermagnesiemia.

I fattori associati all’ipomagnesiemia sono stati: sesso femminile ( p
03 ), iponatriemia ( p80mg/die ; p I pazienti con alti livelli plasmatici di magnesio erano più anziani ed avevano un minor peso corporeo.
Nel corso del follow-up (durata media: 43 mesi) il 41,8% (n=169) dei pazienti è morto, di cui 22 per morte improvvisa.

La mortalità è risultata più alta in presenza di ipermagnesiemia, intermedia con l’ipomagnesiemia e più bassa con la normomagnesiemia.

Dopo aggiustamenti per insufficienza renale, età e gravità dell’insufficienza cardiaca congestizia, l’ipomagnesiemia, ma non l’ipermagnesiemia, è risultata statisticamente associata ad una minore sopravvivenza (p=0.009).
Nessuna relazione statisticamente significativa è stata trovata tra morte improvvisa e concentrazioni plasmatiche di magnesio.

Secondo gli Autori, i pazienti a rischio di ipomagnesiemia richiedono frequenti misurazioni dei livelli plasmatici di magnesio, e qualora si riscontri ipomagnesiemia necessitano di somministrazione di magnesio. ( Xagena2003 )

Cohen N et al, Heart 2003; 89:411-416



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