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Antagonisti dei recettori dell’angiotensina nell’insufficienza cardiaca: una meta-analisi


La meta-analisi si è posta l’obiettivo di verificare l’effetto degli antagonisti del recettore dell’angiotensina sulla mortalità e sulla ospedalizzazione nei pazienti con insufficienza cardiaca,
Sono stati presi in considerazione 71 studi clinici, che hanno confrontato gli antagonisti dei recettori dell’angiotensina con gli Ace-inibitori o il placebo in 12.469 pazienti con insufficienza cardiaca sintomatica.
In generale gli antagonisti dei recettori dell’angiotensina non sono risultati superiori ai controlli riguardo all’incidenza della mortalità (OD : 0,96 ; 95% CI : 0,75 a 1,23) o all’ospedalizzazione (0,86; 0,69 a 1,06 ).
L’analisi stratificata, tuttavia ha mostrato un trend, non significativo, degli antagonisti dei recettori dell’angiotensina nel ridurre la mortalità (0,68 ; 0,38 a 1,22) e l’ospedalizzazione (0,95 ; 0,80 a 1,13).
Al contrario, la terapia di combinazione degli antagonisti dell’angiotensina con gli Ace inibitori è risultata superiore solo agli Ace inibitori nel ridurre l’ospedalizzazione (0,74 ; 0,64 a 0,8), ma non la mortalità ( 0,04 ; 0,91 a 1,20 ).
Questa meta-analisi non ha confermato la superiorità degli antagonisti dei recettori dell’angiotensina nel ridurre la mortalità per tutte le cause o l’ospedalizzazione per insufficienza cardiaca nei pazienti con insufficienza cardiaca sintomatica.
Tuttavia l’impiego degli antagonisti dei recettori dell’angiotensina in monoterapia appare promettente.

Jong P et al, J Am Coll Cardiol 2002; 39 : 463-470

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