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Rosuvastatina associata a esiti favorevoli nei pazienti con insufficienza cardiaca sistolica di natura ischemica e con alti valori di hs-CRP

E’ stato esaminato se l’azione antinfiammatoria delle statine potesse essere di beneficio nello scompenso cardiaco, una condizione caratterizzata da infiammazione in cui i bassi livelli di colesterolo sono associati ad esiti non-favorevoli.

La Rosuvastatina ( Crestor ) 10 mg/die è stata confrontata con il placebo nei pazienti con insufficienza cardiaca sistolica di natura ischemica.

I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi in base ai livelli della proteina C-reattiva ad alta sensibilità ( hs-CRP ): inferiore a 2 mg/L ( Rosuvastatina n=777; placebo n=779 ) oppure maggiore o uguale a 2 mg/L ( Rosuvastatina n=171; placebo n=1694 ).

L’endpoint primario era rappresentato dalla morte cardiovascolare, infarto miocardico, o ictus.

La Rosuvastatina ha ridotto il colesterolo LDL del 47% in entrambi i gruppi hs-CRP. I livelli mediani di hs-CRP erano pari a 1.10 mg/L nel gruppo inferiore a 2 mg/L, e 5.60 mg/L nel gruppo maggiore o uguale a 2 mg/L.

Il cambiamento dal basale a 3 mesi nei livelli di hs-CRP con Rosuvastatina è stato di -6% nel gruppo con bassi livelli di hs-CRP ( +27% con placebo ) e -33.3% nel gruppo con alti livelli di hs-CRP ( -11.1% con placebo ).

Nel gruppo alti livelli di hs-CRP, 548 pazienti trattati con placebo ( 14 per 100 pazienti-anno di follow-up ) e 498 pazienti trattati con Rosuvastatina ( 12.2 per 100 pazienti-anno di follow-up ) hanno raggiunto l’endpoint primario ( hazard ratio, HR del placebo versus Rosuvastatina: 0.87; p=0.024 ).

Nel gruppo bassi livelli di hs-CRP, l’endpoint primario è stato raggiunto da 175 pazienti trattati con placebo ( 8.9 per 100 pazienti-anno di follow-up ) e da 188 pazienti trattati con Rosuvastatina ( 9.8 per 100 pazienti-anno di follow-up ) ( HR=1.09; p>0.2; p per interazione = 0.062 ).

La mortalità è stata la seguente: 581 pazienti nel gruppo placebo ( 14.1 per 100 pazienti-anno di follow-up ) e 532 pazienti trattati con Rosuvastatina ( 12.6 per 100 pazienti-anno di follow-up ) nel gruppo alti valori di hs-CRP ( HR=0.89; p=0.050 ), e 170 pazienti trattati con placebo ( 8.3 per 100 pazienti-anno ) e 192 pazienti trattati con Rosuvastatina ( 9.7 per 100 pazienti-anno ) nel gruppo bassi valori di hs-CRP ( HR=1.17; p=0.14; p per interazione=0.026 ).

Da questo studio retrospettivo è stata riscontrata una significativa interazione tra i livelli della proteina C-reattiva ad alta sensibilità e l’effetto della Rosuvastatina nella maggior parte degli endpoint; il trattamento con Rosuvastatina è risultato associato a migliori esiti nei pazienti con valori di hs-CRP maggiori o uguali a 2 mg/L. ( Xagena2009 )

McMurray JJ et al, Circulation 2009; Epub ahead of print


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